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quarta-feira, janeiro 16, 2013

Gay, francesa e contra o casamento e a adopção




A notícia vi-a primeiro na Tempi (a entrevista que reproduzo abaixo). Depois encontrei aqui também em português, mas não tão completa. Impressiona a naturalidade, equílibrio e razoabilidade da posição. E a denúncia de quanta intolerância praticam os lobbies militantemente LGBT...

«Sono gay, francese e contro le lobby. Non voglio né matrimonio né l’adozione. E ora provate a dire che sono omofobo»


gennaio 11, 2013Leone Grotti
 

Intervista a Nathalie de Williencourt, portavoce di Homovox: «Rappresentiamo la maggioranza dei francesi omosessuali ma non ci ascoltano. Non vogliamo il matrimonio, perché non siamo come le coppie eterosessuali, che possono fare figli».

Sono francesi, sono omosessuali, «la maggioranza degli omosessuali», e non vogliono né il matrimonio né l’adozione per le coppie gay, soprattutto non vogliono essere trattati allo stesso modo delle coppie eterosessuali «perché siamo diversi: non vogliamo uguaglianza, ma giustizia». Parliamo dei cittadini francesi gay rappresentati da Homovox, che non chiede il “matrimonio per tutti” – nome del progetto di legge di François Hollande che legalizzerà il matrimonio gay e l’adozione per le coppie omosessuali – ma “la parola per tutti!”. «In Francia ci censurano, si ascoltano sempre le lobby LGBT, parlano sempre loro nei media, ma la maggior parte degli omosessuali sono amareggiati dal fatto che questa lobby parli a loro nome, perché non abbiamo votato per loro e non ci rappresenta», spiega a tempi.it Nathalie de Williencourt, portavoce di Homovox. Ecco perché l’associazione parteciperà domenica alla grande “Manifestazione per tutti”, che vedrà sfilare dai cattolici agli ebrei ai musulmani ai socialisti ai radicali agli omosessuali contro il progetto di legge di Hollande, che comincerà ad essere discusso all’Assemblea nazionale il 29 gennaio.

Chi rappresenta Homovox in Francia?

Homovox è un collettivo di cittadini francesi che porta la voce degli omosessuali francesi che si oppongono al progetto di legge Taubira. Sul nostro sito Homovox.com si possono trovare le testimonianze delle persone omosessuali che spiegano perché si oppongono al progetto di legge.
Perché avete firmato l’appello della “manifestazione per tutti”?In Francia si ascoltano sempre le lobby LGBT, parlano sempre loro nei media, ma molti omosessuali non fanno parte di questo movimento. La maggior parte degli omosessuali sono amareggiati dal fatto che questa lobby parli a loro nome, perché non abbiamo votato per loro. Noi vogliamo dare la parola alla maggioranza degli omosessuali in Francia e sosteniamo la “Manifestazione per tutti” perché noi gay non vogliamo il matrimonio.
Perché?
Perché la coppia omosessuale è diversa da quella eterosessuale. Ed è diversa per un semplice dettaglio: non può dare origine alla vita, per cui ha bisogno di una forma di unione specifica che non sia il matrimonio. Ha bisogno di un’altra cosa perché la realtà delle coppie omosessuali è diversa da quella delle coppie eterosessuali.
Nel vostro comunicato accusate la comunità LGBT di essersi autoproclamata portavoce della comunità omosessuale.È proprio così. Le comunità LGBT sono composte molto spesso da persone omosessuali che sono state rigettate dalla famiglia, sono venute a Parigi e hanno trovato ospitalità nella comunità Lgbt, sorta nel quartiere del Marais. Queste persone hanno una ferita in rapporto alla loro omosessualità: poiché non la accettano, rivendicano di essere come gli eterosessuali. Il nostro movimento rivendica invece che gli omosessuali siano trattati diversamente dagli eterosessuali, perché siamo differenti. Non possiamo chiedere l’uguaglianza per situazioni che sono differenti. Non è l’uguaglianza ad essere importante, ma la giustizia. C’è un’uguaglianza giusta e un’uguaglianza ingiusta.
E per quanto riguarda l’adozione di bambini da parte di coppie gay?È importante capire che in Francia nella legge non ci sono distinzioni tra il matrimonio e l’adozione: tutte le coppie sposate hanno il diritto di adottare. Quando si propone il matrimonio per gli omosessuali, esso comprende automaticamente l’adozione. Non c’è divisione come in altri paesi europei. Noi crediamo che i bambini abbiano il diritto ad avere un padre e una madre, possibilmente biologici, che possibilmente si amino. Un figlio nasce dal frutto dell’amore di suo padre e di sua madre e ha il diritto di conoscerli. Se le coppie omosessuali adottano dei bambini che sono già privati dei loro genitori biologici, allora li si priva di un padre e di una madre una seconda volta. Questa legge in Francia è stata fatta nel dopoguerra, quando c’erano molti bambini da adottare e si voleva dare loro dei genitori. L’adozione però non è un diritto degli adulti, serve a donare dei genitori ai bambini che non ne hanno, ma oggi non è più così.
Cioè?
Le coppie che fanno domanda attendono anni prima di potere adottare un bambino, perché non ce ne sono più. Inoltre molti paesi del mondo non concederanno più adozioni alla Francia se questa legge sarà approvata, dal momento che paesi come la Cina e altri in Asia hanno procedure nelle quali chiedono che le coppie omosessuali siano escluse. Tutto ciò significa rendere l’adozione per le coppie uomo-donna ancora più difficile.
Chi espone gli stessi vostri argomenti, di solito, viene chiamato omofobo.
È da due mesi che in Francia sono usciti allo scoperto gli oppositori al “matrimonio per tutti”. Prima chi si opponeva al matrimonio gay veniva subito chiamato omofobo da quasi tutti i grandi media ed era impossibile opporsi senza essere immediatamente tacciati di omofobia. Io e i miei amici omosessuali, che non possiamo certo essere accusati di omofobia, chiediamo che ci sia un dibattito per permettere le unioni omosessuali, ma creando un’istituzione diversa dal matrimonio.
Ad esempio?
Che ci sia un allargamento dei Pacs, che si rifletta sui Pacs. Ma noi non vogliamo il matrimonio, che è riservato all’uomo e alla donna in quanto possono procreare. È così da secoli.
Che cosa chiedete quindi al presidente Hollande?Noi domandiamo gli Stati generali del matrimonio, cioè domandiamo un dialogo fra François Hollande e il popolo. Perché il presidente aveva promesso che non avrebbe fatto passare una legge con la forza se il popolo francese non fosse stato d’accordo. Ha detto che voleva dialogare col popolo francese. Speriamo che aprirà il dialogo con degli Stati generali sul matrimonio e con un referendum per interrogare tutti i cittadini su questo argomento.
Hollande ha una grande maggioranza all’Assemblea nazionale. Secondo voi la manifestazione può andare a buon fine, la legge potrebbe non passare?Dipenderà dalla mobilitazione della manifestazione di domenica e del modo in cui il governo ascolterà il popolo francese. La risposta dipende da François Hollande e domenica il popolo francese si rivolgerà a lui, non contro di lui ma per chiedergli di avere tutti insieme il tempo per riflettere su cosa sia meglio per la società francese perché le persone possano vivere in pace.
In che modo?
La pace si costruisce dentro la famiglia e per avere pace nella famiglia bisogna donare ai bambini il quadro più naturale e che più infonde sicurezza per crescere e diventare grandi. Cioè la composizione classica uomo-donna.

Leggi di Più: Francia, gay: «Noi siamo contro il matrimonio omosessuale» | Tempi.it
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segunda-feira, maio 07, 2012

Sarkozy: é uma pena...

Por muito pouca margem Hollande ganhou a Sarkozy...leio no Público que apenas metade dos eleitores de Marine Le Pen votaram nele de onde se conclui que uma natural teimosia política (a vontade de afirmação de um espaço próprio na perspectiva das legislativas somado a um não querer perder a face) vai ter este custo elevado: vão apanhar com um presidente socialista e ver o que é bom...

Assinalo-o porque o fenómeno (votar por "questões de princípio" ou preconceitos humanos) não ocorre só em França nem com eleitorados de extrema-direita. Também em Portugal os puristas de serviço costumam ficar todos contentes com o facto de terem deixado bem vincada a sua posição e dessa forma, muitas vezes, desarmam iniciativas mais abrangentes que não deixariam o resultado final ser tão fraquinho ou embaraçoso...sucede na extrema-esquerda portuguesa com muita frequência e às vezes nas movimentações civicas da Vida e Família com algumas das suas franjas marginais. Sucede aliás em todos os campos e momentos políticos.

Quer isto dizer que não se deva às vezes vincar posições (vide o que aconteceu com o eleitorado do Não ao aborto na última eleição presidencial em relação a Cavaco [250 mil eleitores não alinharam com ele])? Não. Nesse caso, por exemplo era mesmo preciso dar uma lição aos barões do centro-direita e demonstrar que as decisões políticas (no caso a falta de reacção à agenda fracturante dos socialistas) podem ter consequências. Ou seja, havia um ganho político concreto. Ora, no caso acima, não houve ganho político nenhum já que a mesma afirmação de força (independentemente do que se pense de quem dela beneficia, no caso o Front National) poderá ter expressão plena nas legislativas e já se sabe (e ainda bem) que o centro-direita não quer nem pode dar mais a quem se revê em Le Pen...

Claro que como sempre acontece na vida, com mais ou menos feridas, a França há-de sobreviver a Hollande, como já sobreviveu a Miterrand, e nada na política é definitivo ou "mortal"...;-)

sexta-feira, maio 04, 2012

Sarkozy: um combatente


De acordo com o Público de hoje: "Uma sondagem do Instituto LH2 revela que Hollande foi considerado o mais convicente, sério e simpático dos dois e Sarkozy o mais dinâmico, credível e competente e com maior estatura de Presidente da República". Ou seja, lá como cá durante seis anos, a Miss Simpatia é sempre o candidato socialista mas no que toca a fiabilidade é preciso votar no candidato do centro-direita...

Estou muito curioso por ver o que se vai passar no Domingo e se, no fim, Sarkozy consegue a empresa dificil (mas tão necessária) de dar a volta ao resultado (das sondagens). O que não é impossível porque suspeito que feita a declaração de princípios de Marine Le Pen (que declarou ir votar branco) o seu eleitorado acabará por votar em Sarkozy e o disparate de François Bayrou (sempre me impressionaram aqueles que nos momentos decisivos não sabem distinguir entre o seu campo e o dos outros) não trará mais votos do que ele próprio ao candidato socialista. Mas isso pode ser também um wishfull thinking...

De qualquer das formas ficará sempre a constatação: Nicolas Sarkozy é um combatente e com este muito teriam a aprender tantos dos nossos líderes do centro-direita...

segunda-feira, abril 23, 2012

Eleições em França: muito me ria se Sarkozy ganha...



É impressionante como a esquerda, sobretudo a mediática, confunde desejos com realidade e tantas vezes leva ao colo candidatos, partidos e posições políticas, independentemente da sua força real no terrreno ou a importância de pessoas e ideias concorrentes da direita...

Uma das manifestações desse irrealismo foi o entusiasmo com Hollande e Mélenchon, o certificado de óbito político passado a Nicolas Sarkozy e a tentativa desesperada de ignorar o eleitorado que se revê em Marine Le Pen. Mas a realidade tem muita força e impôs-se ao preconceito das esquerdas políticas e mediáticas.

Na verdade olhando para os resultados eleitorais o que se constata é que neste momento a(s) direita(s) têm maioria nas presidenciais e por isso Sarkozy pode ganhar...! Muito me ria...

Nota: dois discursos de Sarkozy são para mim causa da maior simpatia com este. Um é o discurso da tomada de posse intitulado "Vou reabilitar o trabalho". O outro é este pronunciado em São João de Latrão. Extraordinários!