Foi o diário da acção política de um deputado do PSD, eleito por Braga, e agora é-o de um cidadão que desejando contribuir activamente para a organização do bem comum, procura invadir esse âmbito (da política) com aquele gosto de vida nova que caracteriza a experiência cristã. O título "POR CAUSA DELE" faz referência ao manifesto com o mesmo título, de Comunhão e Libertação, publicado em Janeiro de 2003 (e incluído no Blog).
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domingo, fevereiro 01, 2015
Manifestações: todas iguais mas umas mais iguais que as outras...
Em Fevereiro de 2014 o colectivo La Manif Pour Tous organizou uma gigantesca manifestação em Paris contra os casamento e adopção gay. Centenas de milhares de pessoas como se pode ver na fotografia acima e nesta notícia aqui. Foi uma festa cuja alegria, colorido e determinação, a todos em França espantou. Aqui em Portugal quase ninguém ouviu falar no assunto...(mesmo se ele foi notícia nas páginas do interior do Público, justiça lhe seja feita...)
Ao que parece ontem em Madrid também o Podemos promoveu uma manifestação muito concorrida. E que foi logo motivo de capa hoje no Público e no Diário de Notícias. As manifestações são todas iguais mas realmente há algumas que são mais iguais que outras...:-(
E por falar em manifestações que valem menos que outras veja o que quanto ás portuguesas se tem passado em posts anteriores deste Blog nomeadamente sobre as Caminhadas pela Vida e a manifestação que a Plataforma Cidadania e Casamento promoveu aquando da discussão do casamento de pessoas do mesmo sexo.
Mais sobre a Manif Pour Tous no respectivo canal do YouTube.
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sexta-feira, março 28, 2014
E assim estamos no mundo...com esta falta de liberdade...
In Francia con la maglia della Manif non si può
votare:
«La famiglia è un simbolo politico»
Marzo 27, 2014 Leone Grotti
È quanto successo a Bruno, 54 anni, domenica scorsa a Tolosa: «È una violazione della libertà di pensiero e di voto, una negazione della democrazia»
Indossi la maglietta della Manif pour tous? Allora non puoi votare. È l’incredibile situazione che si è trovato a vivere domenica scorsa Bruno, cittadino di Tolosa di 54 anni, che si è recato a votare in Francia per le elezioni municipali della sua città.
DIVIETO DI VOTARE. Bruno è entrato nel seggio elettorale numero 20 con la maglia senza slogan raffigurante un padre e una madre che tengono per mano due bambini. E Pierre Vanicat (nella foto con Bruno), presidente del seggio, non l’ha lasciato entrare perché «portatore di un evidente simbolo politico».
Dopo dieci minuti di discussioni, Bruno è stato costretto a tornare a casa a cambiarsi, mentre altri cittadini assistevano increduli. Come André-Joseph, che ha dichiarato al Le Figaro: «È una violazione della libertà di pensiero e di voto, una negazione della democrazia».
Dopo dieci minuti di discussioni, Bruno è stato costretto a tornare a casa a cambiarsi, mentre altri cittadini assistevano increduli. Come André-Joseph, che ha dichiarato al Le Figaro: «È una violazione della libertà di pensiero e di voto, una negazione della democrazia».
«LA FAMIGLIA È POLITICA». Un breve filmato riprende l’epilogo della discussione tra Bruno e il presidente del seggio: «Quindi non posso votare per questa immagine della famiglia?», chiede Bruno. «Esatto». «La famiglia è politica forse?». «Esattamente», è la risposta di Pierre Vanicat.
«IDEOLOGIA MORTIFERA». L’articolo 3 della Costituzione proibisce ai cittadini di entrare in cabina di voto esponendo un segno visibile dell’intenzione di voto. Ma la Manif pour tous non è un partito e non ha politici di riferimento. Ecco perché Bruno «si riserva la possibilità di fare causa per abuso di interpretazione del diritto». Un altro cittadino presente al seggio ha commentato: «Rifiutare l’accesso al voto a qualcuno solo perché difende la famiglia è segno dell’ideologia mortifera che ammorba la Francia».
I PRECEDENTI. Il caso di Bruno ricorda quello di Franck Talleu, a cui è stato impedito di fare un pic-nic in un parco di Parigi con la sua famiglia perché aveva la maglia della Manif. Fermato, è stato portato di forza al commissariato. Come denunciato dalla presidente Ludovine de la Rochère a Tempi, «con la nostra maglietta non ti fanno entrare neanche nei musei».
A inizio mese infine è scoppiato il caso di Anna, giovane russa a cui la polizia ha negato il permesso di soggiorno a meno che non avesse accettato di spiare i suoi compagni della Manif pour tous.
A inizio mese infine è scoppiato il caso di Anna, giovane russa a cui la polizia ha negato il permesso di soggiorno a meno che non avesse accettato di spiare i suoi compagni della Manif pour tous.
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